Mi chiamo Daniela Callegari, sono formatrice, ricercatrice, insegnante e parte del team Kendra. Ciò che mi spinge a scrivere e a condividere è che amo vedere il “bello” in ogni persona, amo tirare fuori i doni e i talenti di ciascuno, voglio essere d’aiuto agli altri proprio in questo: nel riconoscere e dare luce alla loro bellezza e unicità.

 

In questo articolo ti parlerò della gratitudine, del perché è così importante nella propria routine quotidiana ritagliarsi uno spazio, per esprimere la gratitudine e, soprattutto, perché imparare ad esprimerla e praticarla può fare la differenza nella tua vita.

 

Insegniamo alle persone che sono in viaggio con noi la bellezza e la forza che derivano dal praticare semplici esercizi per una maggiore consapevolezza di sè.

 

Esprimere gratitudine farà si che:

  • Ti potrai sentire subito meglio e un senso di benessere e leggerezza ti accompagnerà come un dolce sorriso.

  • Ti aiuterà a eliminare lo stress e i pensieri negativi che si assorbono e vivono durante la giornata

  • Aumenterà il tuo livello di consapevolezza di ciò che ti accade

 

“La gratitudine ci aiuta a respirare un po’ nella nostra costante ricerca per raggiungere i nostri obiettivi.”
Marc Vachon, Oser Changer

 

Che sia praticato regolarmente o occasionalmente, l’esercizio della gratitudine cambia immediatamente il tuo stato mentale, riduce lo stress e l’ansia e può anche, perché no, aiutarti a dormire meglio.

Capita anche a te di sentirti stressato e di concentrati sulla “mancanza” ovvero su ciò che non va , anziché su quello che è andato bene durante la giornata?

 

A cosa è rivolta la tua attenzione?

Conosci anche tu persone che hanno tutto: una vita professionale soddisfacente, una vita personale apparentemente ricca, molte risorse finanziarie, eppure sono tese, ansiose e infelici?

 

E ne conoscerai senz’altro altre che, almeno in apparenza, hanno così poco, eppure sembrano appagate e felici.

 

Quando la nostra attenzione si concentra regolarmente su ciò che ci manca, specialmente quando ci sentiamo, a torto o a ragione, impotenti di fare qualcosa al riguardo, la risposta allo stress non può mancare nel nostro corpo. È risaputo che diventiamo ciò a cui dedichiamo la nostra attenzione in modo costante.

 

Concentrarsi sulla mancanza non è sbagliato di per sé…

…può persino essere un motore di motivazione per agire. Ma quando questa mancanza è associata a una sensazione di impotenza da parte nostra, allora il corpo reagisce con ansia e stress.

 

È proprio quello che è capitato a me, in un periodo della mia vita, non riuscivo a concentrarmi su ciò che andava bene, provavo un forte senso di insoddisfazione, mancanza di energia, di motivazione, di fiducia, e la brutta sensazione che mi mancasse il tempo da dedicare a me stessa.

 

Soffrivo di insonnia e mi svegliavo al mattino con un forte senso di nausea per tutto, non provavo più interesse per nulla e trascorrevo le giornate con un senso di vuoto e sfiducia totale, ora riconosco che mi concentravo sempre sulla mancanza, il mio pensiero e la mia energia erano fermi, e più pensavo meno energia avevo e meno soluzioni vedevo.

Poi, dopo aver frequentato un corso, ho cominciato a cambiare il mio modo di percepire ciò che mi stava accadendo e questo è stato possibile grazie al confronto con altre persone e alla pratica di semplici esercizi.

 

Sì, semplici esercizi possono fare davvero la differenza!

 

Cambio prospettiva

Ho imparato a concentrarmi sulla pienezza anziché sulla mancanza, ho cominciato a praticare regolarmente la gratitudine e a dedicarmi a cose e persone che mi piacciono mi fanno sentire bene.

Ho iniziato a farmi una domanda tutte le sere prima di andare a dormire, ho comprato per l’occasione un piccolo quaderno dalla copertina ispirante per annotare le risposte e ogni giorno la mia domanda è:

 

“Per cosa sono grata oggi, per cosa provo gratitudine nella mia vita?”

 

Una semplice domanda, che richiede poco tempo e che anche tu ti puoi porre magari la mattina a letto prima di alzarti o mentre ti radi o ti fai la doccia, mentre fai una passeggiata o i tuoi esercizi, in macchina quando vai al lavoro o sull’autobus, nella metropolitana al ritorno dall’ufficio o alla fine della giornata prima di andare a letto, scegli tu quando dedicarti a questo esercizio.

 

Scoprirai che i motivi per cui essere grati sono davvero tanti.

Per aiutarti a capire, ti spiegherò come faccio io stessa l’esercizio.

Comincio pensando che il giorno trascorso è stato un dono, poi mi concentro su ciò di cui ho potuto godere attraverso i miei cinque sensi, come ad esempio osservare le bellezze della natura, la luce calda del mattino, i sorrisi delle persone.

Penso a quanto sono fortunata ad essere in grado di sentire l’odore, il sapore e il profumo del cibo; a quanto è bello essere toccati dal calore sole, dal vento o da un’altra persona; al fatto di essere in grado di ascoltare la musica che amo, le voci delle persone che amo, il suono del fiume, del vento tra i capelli.

Ringrazio per la salute che “abita” il mio corpo, per l’energia che mi anima e che mi consente di fare ciò che faccio, di intraprendere e di creare.

 

Poi, penso agli amici, alle persone che mi amano e la cui presenza nella mia vita è una vera benedizione.

 

Quando penso a loro, immagino chiaramente i loro volti e cerco di concentrarmi su ciò che apprezzo di più in loro, e sul perché mi sento privilegiata di averli nella mia vita.

Ringrazio per la possibilità che ho di fare dei viaggi, di vedere posti nuovi.

Ringrazio per il comfort in cui vivo tutti i giorni, la mia casa che mi ospita come luogo di intimità e sicurezza, il mio letto che mi accoglie, la gioia che mi dà il mio balcone pieno di fiori, la bellezza del fiume e della natura che ho così vicina.

Apprezzo il privilegio di poter leggere, studiare e conoscere cose nuove e stimolanti, di confrontarmi con il gruppo di crescita di cui faccio parte, di poter usufruire di Internet come fonte di ricerca e conoscenza che mi permette di conoscere tutto ciò a cui sono interessata e appassionata.

 

Ringrazio per il lavoro che faccio: amo e mi affascina stimolare “piccoli cervelli in crescita”.

 

Ringrazio per tutto ciò che imparo da questa interazione quotidiana con i miei piccoli allievi; ringrazio anche per le capacità che ho e per la fortuna di incontrare tante persone interessanti.

E ringrazio anche la sedia su cui sono seduta a scrivere perchè mi accoglie; per il piccione che si affaccia alla finestra e mi guarda o persino per la collega di lavoro che rompe le scatole, perchè, proprio quel fastidio mi può raccontare delle parti di me che forse è tempo di considerare, nutrire, addolcire e amare.

 

É una qualità da coltivare

Sviluppare e curare l’atteggiamento mentale della gratitudine ci aiuta a trovare elementi positivi nella vita di ogni giorno, oltre a esercitare e mostrare empatia verso gli altri e a favorire una sempre maggiore consapevolezza di sé.

Tutti, di tanto in tanto, incappiamo nelle cosiddette “giornate no”, quelle in cui tutto sembra andare storto: perdiamo l’autobus o il treno, restiamo imbottigliati nel traffico, veniamo sorpresi da una pioggia improvvisa quando non abbiamo con noi l’ombrello, veniamo convocati ad una riunione di lavoro fuori programma, oppure dimentichiamo il cellulare in ufficio o in palestra, solo per fare alcuni piccoli esempi.

 

Gratitudine: grandi vantaggi

Riuscire a essere grati della propria quotidianità nonostante imprevisti come questi significa sviluppare abilità molto importanti, le stesse che permettono di superare anche altre difficoltà comuni a ognuno di noi, tra cui incomprensioni familiari, tensioni nei rapporti interpersonali e scarsa flessibilità di fronte a situazioni sconosciute.

La gratitudine non aiuta solo a mantenere alto l’ottimismo, ma favorisce anche il benessere fisico rafforzando il sistema immunitario, abbassando la pressione sanguigna e migliorando la qualità e la durata del sonno. Infatti, la scienza ha dimostrato, attraverso gli studi, che la gratitudine fa bene al cuore, induce una riduzione del cortisolo (ormone dello stress).

Non solo: le persone riconoscenti sono più gradevoli, aperte e meno nevrotiche, meno depresse e più soddisfatte, hanno una vita sociale e relazionale più ricca e felice. L’attitudine alla gratitudine migliora anche la vita di coppia, rendendo più solida e duratura la relazione.

Dunque, la gratitudine è un vero toccasana sia per la mente, sia per il corpo!

 

Carta e penna!

Per fare questo semplice esercizio quotidiano sono sufficienti tre-cinque minuti, un quaderno e una penna per annotare almeno cinque cose per cui sentirci grati alla fine della giornata.

 

Sai perché funziona? Perché mentre pensi, visualizzi e associ apprezzamento profondo, questo ha un ha effetto benefico, perché il cervello non fa nessuna differenza tra ciò che è reale o ciò che è immaginato.

 

Da quando ho iniziato a praticare regolarmente questo semplice esercizio, mi sento meglio e ho notato un senso di quiete e benessere che perdurano, inoltre affronto con maggiore serenità gli eventi “storti” o poco piacevoli della giornata.

 

Anche la psicologia ha cominciato a interessarsi al tema della gratitudine negli anni ’80. Robert Emmons, ricercatore all’Università della California, assieme ai suoi colleghi, ha condotto molti studi cercando di capire il rapporto tra gratitudine e felicità.

 

Questi studi sono riassunti in un libro, che ti consiglio di leggere, si intitola “Thanks!, come praticare la gratitudine può renderti più felice.

I ricercatori hanno scoperto che la gratitudine è un sentimento capace di trasformare, di curare e di portare nuove energie nella vita delle persone e che le persone capaci di provare gratitudine sono più felici, più fiduciose, più aperte. Conoscono il valore delle cose positive nella loro vita, non le danno per scontate e non pensano che siano garantite. Inoltre non si sentono isolate, in lotta con il mondo, ma al contrario sanno riconoscere la fitta rete di relazioni che ci lega gli uni agli altri.

La gratitudine è, quindi, un antidoto alle due cause principali di infelicità: il senso di privazione (cioè quando sentiamo di non avere ciò di cui abbiamo bisogno) e l’isolamento: l’idea di essere soli con i nostri problemi, unici nel nostro dolore, separati dagli altri.

 

Coltivare la gratitudine significa proprio assumere una prospettiva diversa mettere a fuoco ciò che abbiamo (e non ciò che ci manca) ed esercitarci a vedere e a dare valore a tutto quello che riceviamo dagli altri.

 

Nell’ultimo capitolo del libro “Thanks! How Practicing Gratitude Can Make You Happier sono suggeriti 10 diversi modi per esercitare la gratitudine e lo stesso Emmons, per esperienza personale, afferma che l’esercizio più potente è proprio quello di tenere un diario della gratitudine.

 

Scrivere aiuta il pensiero

Scrivere traduce il pensiero in in parole rendendo il tutto più lucido e concreto.

Scrivere un diario della gratitudine significa prendersi un tempo, ogni giorno, per fare un elenco – per esempio di tre o meglio cinque cose – per cui essere grati. Riflettere e domandarsi: cosa mi rende felice? Cosa mi conforta? Cosa c’è nella mia vita di buono?

 

In questo modo la gratitudine non sarà solo una etichetta formale, un compitino da fare tutti i giorni sul diario, ma un vero e proprio esercizio di consapevolezza.

 

Mi auguro che l’articolo ti sia piaciuto. Prova anche tu per qualche giorno a osservare e a scrivere le cose per cui ti senti grato e buon esercizio di consapevolezza!

Lascia un commento, fammi domande o proponi un argomento, sarò felice di fare un video, un podcast, un articolo ecc. sull’argomento che ti sta a cuore.

Un sorriso, con gioia e leggerezza, Daniela

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