Ciao a tutti, io sono Maurizio e sono un viaggiatore sulla via della consapevolezza.

 

Con questo post voglio raccontarti delle sensazioni che ho provato ad un certo punto della mia vita e di come sta cambiando; forse troveremo dei punti in comune e spero, senza presunzione, che la condivisione della mia esperienza possa esserti di aiuto.

 

Nel mezzo del cammin di nostra vita mi trovai per una selva oscura ché la diritta via era smarrita…

 

Inizia così l’Opera di Dante Alighieri. Anche io alla soglia dei quarant’anni ho iniziato a dubitare del sentiero intrapreso e soprattutto del modo in cui lo stavo percorrendo.

 

Ti è mai capitato di essere insoddisfatto nonostante non ti mancasse niente? Di avere la sensazione di veder scorrere la tua vita davanti agli occhi senza goderne pienamente ogni momento?

 

Anche a te è successo di pensare troppo attentamente al futuro e troppo superficialmente al presente o di rimpiangere il tempo sottratto ai tuoi cari, alle tue passioni perché troppo concentrato sul lavoro?

 

Faccia a faccia con la realtà

 

Fortunatamente gli eventi della vita mi hanno costretto ad un certo punto ad osservarmi davanti ad uno specchio, uno di quelli che ti spoglia e mette a nudo ogni debolezza, ogni incertezza, uno di quelli che tirano le somme… e ti presentano il conto!

 

Nello specchio ho  visto un uomo alla soglia dei quarant’anni con una vita invidiabile: una splendida famiglia, una bella casa, una professione solida con ottime progressioni di carriera, apparentemente non mancava proprio nulla. Allora cos’è che non andava in quell’immagine? Cos’è che mi turbava?

 

Mi turbava il modo in cui questa esistenza era vissuta, il modo in cui percorrevo il mio viaggio, era come se fossi seduto su un treno e mi limitassi ad osservare la mia vita dal finestrino, senza potermi fermare ed apprezzare un istante le bellezze che vedevo, sempre di fretta alla conquista della prossima tappa che era sempre la più importante per il futuro, per stare meglio un domani.

Un modo di viaggiare che non ammette ritardi o fermate, dove la tappa successiva diventa più importante di ogni altra cosa; un corsa in cui non ci si rende conto delle esigenze delle persone care, degli amici, dei colleghi, che spesso non vengono apprezzati.

Un viaggio che alimenta un forte senso di insoddisfazione, la cui meta è sempre qualcosa che ci manca e quando raggiunta diventa solo una tappa in vista della prossima.

 

D’improvviso…

 

In quel preciso istante ho capito che dovevo scendere da quel treno e così il destino ha voluto che conoscessi il gruppo KENDRA e grazie a loro sto iniziando ad essere più consapevole e soprattutto sto provando a cambiare il modo in cui percorro il viaggio della vita, dove non è importante la meta, non è importante la velocità.

 

…Una comprensione profonda

 

L’importante è apprezzare l’itinerario e soprattutto le persone che ci accompagnano.

Sono sceso dal treno e mi sono preso la libertà di potermi fermare ogni tanto, la possibilità di sbagliare strada ed apprezzare lo stesso il cambio di itinerario, la libertà di rallentare e assecondare le vere esigenze del mio essere, soprattutto la possibilità di apprezzare le persone che mi accompagnano nel mio viaggio, viverle pienamente, amarle, accettarle per quello che sono!

 

Da quel giorno mi impegno a non programmare troppo le giornate, piuttosto mi godo il momento, cerco di essere più presente a livello qualitativo. 

 

In famiglia cerco di dedicare più tempo ai figli dando maggior spazio al gioco, al dialogo ed a tutte quelle cose che “mi facevano perdere tempo”, rispettare i loro ritmi, la loro “lentezza” senza costringerli a rispettare degli schemi rigidi.

 

Mi impegno a dare più attenzione a mia moglie, d ascoltarla, ad apprezzare maggiormente ogni momento passato assieme e non dare per scontato nulla, conquistarla ogni giorno, come fosse la prima volta, farle un complimento, darle un abbraccio, un bacio di più, farla sentire unica, perchè è unica.

 

Sul lavoro sono più comprensivo con gli altri, meno competitivo, più cordiale ed allegro, cerco di mettere a proprio agio le persone e creare un ambiente di lavoro stimolante e sereno.

Risultati? Le persone a me vicine se ne sono piacevolmente accorte, dalla famiglia agli amici, fino ai colleghi tra cui c’è chi mi vede ringiovanito di 10 anni.

 

Posso farlo anch’io?

 

Voglio invitarti, se anche tu ti rendi conto di essere in una situazione simile a quella che mi caratterizzava fino a qualche tempo fa, a fermarti e porti delle domande e comprendere quali sono le cose che realmente potresti trovarti a rimpiangere un giorno e iniziare a porre rimedio a partire da adesso.

 

Lascia un commento con le tue riflessioni, sarà d’ispirazione per te, per me e per molti altri.

A presto,

Maurizio

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