“Mmmm! Odora ancora di buono questo asciugamano, l’ammorbidente che ho comprato è proprio buono!”.

Mi stavo asciugando il viso come tutte le mattine, ma quella mattina era diversa da tutte le altre, da tutte quelle della mia vita.
Mi sentivo rinata, una donna nuova!

 

I due giorni precedenti li avevo vissuti nel dolore…

…nella consapevolezza di aver permesso a tante persone di farmi soffrire. Perdonarle non è stato poi così difficile, è bastato vederle come dei bambini paurosi che per difendersi scalciano e tirano schiaffi.

Ma per il male che io ho fatto a me stessa… no quello è tutta un’altra faccenda.

 

Perché siamo noi che permettiamo agli altri di farci del male e quando diventi consapevole di questo provi un grande senso di colpa.

 

E poi c’era lei la mia bambina! Non potevo continuare così! Nella mia testa la vedevo continuamente andare in camera mia, prendere un fazzoletto e con la sua manina offrirmelo perché io potessi asciugarmi le lacrime!

 

Quella mattina era speciale…

…mi sentivo in pace e avevo deciso! Basta vivere in questo modo, vivere una relazione così devastante per tutti.
Innanzitutto non volevo più essere una donna bugiarda che si nasconde per avere dei momenti felici.

Quel giorno stesso avrei lasciato un uomo che mi aveva regalato momenti frizzanti e piacevoli, un uomo tanto affascinante quanto egoista; con lui, però, ho capito che potevo desiderare qualcosa di meglio per me, che potevo uscire dai binari e cambiare.

 

E poi c’era lui…

…che appena l’ho visto si è illuminato tutto, un’aura luminosa lo avvolgeva e i nostri cuori, quando ci stringevamo la mano entravano in connessione. Non l’avrei più chiamato. Non l’avrei più rivisto.

L’ultima volta che ci siamo incontrati, sempre alla stessa ora e nello stesso posto (curioso arrivavamo sempre insieme all’appuntamento, nello stesso istante), mi ha comunicato che a breve si sarebbe sposato. “Ma che senso ha continuare questa storia, ci stiamo innamorando, stiamo bene insieme, con lui divento quasi logorroica talmente mi sento bene! Le nostre strade si devono dividere! È stata una breve e bellissima storia”.

 

Cosa vuoi veramente?”. Quella mattina guardandomi allo specchio, guardandomi negli occhi ripetevo a me stessa questa domanda: “Cosa vuoi veramente?”. “Voglio il principe azzurro delle fiabe” fu la risposta della bambina che fissavo dentro i miei occhi.

 

E allora sia! Presa da una strana euforia feci tutto vuoto intorno a me, non esisteva niente e nessuno solo io e un mondo da creare. E allora creai. Immaginai il mio principe azzurro, lo concretizzai nella mia testa in una persona intelligente, consapevole, sincera, generosa, una persona con cui sentirmi a casa.

Poi continuai… motociclista, avventurosa, con senso umoristico, una persona piacevole e socievole, disordinata (perché mi dava più il senso di persona creativa)… Ci presi gusto e aggiunsi anche alto, biondo e con gli occhi azzurri! Quando mi sentii soddisfatta della creazione del mio compagno ideale, lo lasciai all’universo e dissi: “pensaci tu, grazie”.

 

Il giorno dopo…

…decisi di immaginare (e illudermi anche) che questo compagno ideale potesse essere mio marito, il padre della mia bambina. Ci credevo fermamente e questo ha contribuito a migliorare il nostro rapporto, o almeno così sembrava. Intanto l’universo si era messo in azione perché due mesi dopo conobbi un uomo alto, biondo con due occhi profondamente azzurri, molto simpatico e affascinante.

 

Purtroppo quando succede qualcosa di così magico nella realtà, quasi non ce ne accorgiamo, immersi come siamo nelle nostre routine.

 

Avevo un bellissimo ricordo di quella mattina così speciale e divertente, ma la vita di tutti i giorni aveva offuscato quel momento di immaginazione fiabesca, la vita quotidiana era un’altra cosa.

 

Ma se desideri intensamente qualcosa, dal più profondo del tuo cuore, quel qualcosa prende forma e si materializza nella tua realtà, sta a te riconoscerla e prenderla, altrimenti si disperde tra milioni di opportunità mancate.

 

E io cosa feci? Appena riconobbi quel dono, quella mia creazione materializzata davanti a me, mi buttai dritta a questa nuova esperienza, con coraggio!

 

Perché ci vuole coraggio per sfidare i canoni del buon comportamento, delle regole morali della società per inseguire i propri sogni.

 

Tutti e due abbiamo esitato, abbiamo resistito a lasciarci andare sopraffatti dalla paura di cambiare le nostre vite infelici ma abitudinarie e sicure. Tutti e due eravamo increduli alla possibilità di una relazione così profonda, intensa e meravigliosa, ma alla fine abbiamo semplicemente lasciato che le cose accadessero. Ed è accaduto, nonostante tutto, il lieto fine delle fiabe.

Il bambino che c’è in noi ci può guidare a ricordare i nostri sogni e ci può aiutare a creare la nostra fiaba. Lasciamolo inventare e giocare. Immaginiamo di vivere il nostro sogno nel presente e quando si materializzerà nella nostra esistenza, accettiamolo anche se abbiamo paura.

 

I pensieri possono diventare cose, ora ci credo!

 

Un abbraccio, Sabrina

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